La magnificenza della storia e la meraviglia dei multiformi paesaggi di Elea-Velia si perpetuano oggi attraverso la magica suggestione delle rovine dell’antica città che, nell’antichità, ha acquisito fama oltre che per la salubrità delle acque termali (tant’è che fu sede di una illustre Scuola Medica, antesignana di quella salernitana), per la prosperità dei commerci e per le buone leggi, soprattutto per la speculazione di pensiero sviluppata dalla omonima Scuola Filosofica.
Fondatore e massimo esponente di essa fu Parmenide poi seguito dal discepolo Zenone.
Tra le imponenti vestigia (dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO ed incluse tra i Grandi Attrattori Culturali della Campania), ancora oggi sprigionano grande fascino l’Acropoli, con la Torre angioina, il teatro, le terrazze sacre, la Cappella Palatina e la chiesetta di Santa Maria di Portosalvo.
Tra i resti visitabili spicca la splendida Porta Rosa, il più importante monumento civile di Magna Grecia ed unico esempio di arco a tutto sesto di fattura greca esistente in Occidente.
Sempre nel sito archeologico, nel Quartiere Meridionale, si possono ancora ammirare la Porta Marina, il Criptoportico ed il grande complesso termale risalente al II secolo d.C., il cosiddetto “Gimnasium”, dove sono state rinvenute erme e statue legate al culto di Apollo Guaritore.
La cosiddetta “Casa degli Affreschi”, recentemente portata alla luce, è una fastosa abitazione della borghesia romana, ricca di dipinti murali di notevole interesse.
« A chi doppi il capo si presenta l’altro golfo contiguo, sul quale sorge una città: alcuni dei Focei che l’hanno fondata la chiamarono Yele, altri Ele dal nome di una fonte; oggi, poi, tutti la chiamano Elea. Vi nacquero i Pitagorici Parmenide e Zenone. »
Strabone, VI, 1, 252
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